
Non so da che parte iniziare a parlarvi di lei. Cionondimeno è necessario: tra poco più di un mese comincia Sanremo e per allora converrà sappiate tutto, o rischiate di non godervi l’evento nella sua pienezza.
Anagrafica: Tamara Ecclestone nasce a Milano il 28 giugno 1984 da madre modella croata (Slavica, cm 188) e padre imperatore della Formula 1 (Bernie, cm 159). Cioè: Tamara Ecclestone parla italiano (meglio di quanto Elisabetta Canalis parli inglese, quantomeno), ha le gambe lunghe, e molti – moltissimi – soldi.
Talmente tanti che quando ha deciso di concedersi in un mini reality su Channel 5 (tv inglese) l’ha chiamato Billion $$ Girl. Un ammirevole sfoggio di modestia: a voler essere precisi, la disinvolta Tamara può contare su un patrimonio personale di tre miliardi di sterline. Del resto – ripete incessantemente mentre un’ancella le massaggia i piedi e un’altra si prende cura dei boccoli (non tutti originali) lasciati cadere mollemente à la Middleton – lei è una ragazza semplice, e per niente viziata.
Merito del papà, innanzitutto, che una volta passando in rassegna il conto della carta di credito le fece una scenata per i 30 pound di manicure. Risparmiando sui quali, probabilmente, è riuscito a regalarle una casa da 45 milioni che risolve una volta per tutte il cruccio della vecchia piscina: troppo piccola, troppo buia.
La casa nuova, invece, ha una vasca da bagno di cristallo, una discoteca, una pista da bowling e un salone di bellezza: di che far crepare di invidia Barbie Mille e una notte. Ma soprattutto: mette a disposizione dei cani di casa (il più stronzo dei quali si chiama Prince, e si fa punto d’onore di dar retta a chiunque altro) una spa dedicata. Ché portare le bestie in macchina tutte le settimane da Harrod’s per shampoo e massaggio è fatica pure per una come lei, così abituata al sacrificio. (E no, non può prendere la metropolitana: soffre di claustrofobia).
In quanto ragazza semplice, poi, a Tamara piace fare shopping: «C’è gente che colleziona arte, o auto d’epoca. Io colleziono Birkin» (la mia idea era di contarle tutte, ma a un certo punto mi sono persa: sarà stato per via della trama avvincente).
Come le più sfortunate di noi, Tamara ha i brufoli (che tratta ambulatorialmente) e un un fidanzato: Omar. Che è brutto (peggio: grasso) e così cattivo da mettersi a fare lo spiritoso con la ex in discoteca fino a farla scappar via (Tamara – il mascara grondante lacrime).
Quel che è più grave, Omar è tirchio. La scena in cui lei, dopo aver dovuto scandire il preciso modello di orologio da farsi regalare per il compleanno, è pure costretta a ricordargli che comprandolo a Dubai avrebbe risparmiato, e per cortesia la piantasse di fare tutte quelle scene, è da manuale di relazione avariata. Oltre che di economia domestica.