il manuale della magnifica sposa

Il matrimonio di Valeria Marini

Il matrimonio di Valeria Marini - SplashNews

Se riesci a mettere insieme Emanuele Filiberto e Fausto Bertinotti, il golden touch e la porchetta, Anna Tatangelo e Ivana Trump, gli ombrelli bianchi dell’esclusiva e i tweet saputelli degli invitati, Enzo Miccio ed Enrico Vanzina, Marina Ripa di Meana e il mondo dei vivi, la pedicure da spiaggia e le paillette da sera, Papa Francesco e Campanellino; se riesci a mettere insieme questo, e a uscirne viva, sei Valeria Marini, e hai capito tutto degli ultimi trent’anni. Molti auguri, lunghi strascichi e prosperità.

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voglio un uomo che mi sappia piangere

Mariangela Melato e Renzo Arbore

Mariangela Melato e Renzo Arbore - Foto LaPresse

«Sono stato innamorato di una grande artista e di una grande donna. E sono stato fortunato, per aver conosciuto una persona eccezionale che mi ha fatto diventare prima uomo e poi artista, una fortuna, lo dico con il cuore a pezzi, che ora pago con il grande dolore che provo. Per lei, che era un dono della vita, ho sentito un amore ininterrotto. Io che ho sempre desiderato diventare un artista, stavo con una artista vera, un privilegio unico averla accanto, vedere che le sue scelte erano sempre fatte per migliorarsi; non era artista per ambizione personale o smania di ricchezza, lei viveva l’arte come una missione e per questa ha affrontato grandissime rinunce improntate all’etica, alla bellezza, alla cultura. Era figlia di un timidissimo vigile urbano che ho conosciuto e lei era riuscita con enorme fatica e rinunciando alle cose futili a coltivarsi. Amava i libri, fino all’ultimo li ha voluti con sé, ai complimenti vacui preferiva quelli del suo pubblico fatto di persone modeste e intellettuali schivi. Andava orgogliosissima, tra i tanti premi, dall’aver ricevuto due volte il Duse, stravolgendo così il regolamento che non consentiva doppioni. Questi ultimi tre anni, sono stati terribili per lei e anche per me. Nonostante ciò, malata, sottoposta a cure faticosissime affrontate con enorme coraggio, viveva per tornare sulla scena e ha ancora portato al successo tre lavori straordinari: Casa di bambola, Il dolore, un meraviglioso monologo e Filumena Marturano per la televisione. Era una donna vera, con una nobiltà d’animo fortissima. I suoi sentimenti erano puri, s’interessava di piccoli artisti, saltimbanchi, gente semplice, era lontana dalla meschinità, dalle menzogne, dalla cattiveria, dal cattivo gusto. Lei mi ha insegnato la sua cultura straordinaria e io le ho fatto amare la cultura del Sud. Come i grandi aveva un fortissimo senso dell’umorismo e della musica. Aveva lo swing, una grazia interiore; ballava come nessuna, si aggiornava in maniera che mi lasciava stupefatto, aveva una passione per la sceneggiata, come per Ronconi e Medea, era multiforme. Tutto senza mai un accenno al botteghino, non abbiamo mai parlato di soldi noi due. Oggi la ricorderà Emma Bonino: non si conoscevano bene ma Mariangela l’amava perché riconosceva in lei il suo stesso rigore. Sempre con un sorriso. Quello con cui ci ha lasciato».

Il privilegio di averla accanto, di Renzo Arbore. La Stampa, 12 gennaio 2013.

(però sul sito non l’ho trovato, io l’ho letto la prima volta qui e l’ho copiato paro paro).

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niente è più sexy di un pomeriggio libero

L’altro giorno è uscita la classifica degli Uomini più Sexy del Mondo secondo People, come ogni anno di questi tempi. Per ragioni dimenticate nell’istante esatto in cui abbiamo cominciato a discutere di maschi, ero in quel momento coinvolta in un fitto scambio di email con alcune mie amiche.

Le quali – tutte, in coro – hanno trovato la scelta di Channing Tatum assolutamente inappropriata. Le quali – tutte, in coro – hanno emesso un primo gemito di approvazione solo leggendo «Ben Affleck». Le quali – tutte, in coro – hanno portato come argomento fine-di-mondo la foto in cui la metà figa di Bennifer pulisce con un fazzolettino la bocca di Violet – precedentemente ritirata da scuola, e quindi accompagnata (con la sorella) a prendere un gelato.

Le quali – tutte, in coro – sono in un intorno dei quarant’anni e, quando pensano a una fantasia erotica, probabilmente hanno in mente questo:

David Beckham

Un padre (piacente) che si accolla i figli, anche solo per mezza giornata. (Foto SplashNews)

 

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paradigmi universali

(Foto SplashNews)

Ovvero: delle femmine che sono più intelligenti dei maschi anche quando i maschi sono giovani, belli, ricchi, famosi e innamorati. Dimostrazione in tre atti.

Primo. Al tornello di consegna di un pollo fritto drive through: lei fa finta di essere altrove (i. e. un ristorante vero); lui è vanamente camuffato da caricatura di Justin Bieber.
Secondo. Attraversando la strada: lei prima di uscire ha dedicato una riflessione periferica all’eventualità di venire fotografata di spalle mentre correva; lui pure, ma l’ha considerato un enigma inespugnabile.
Terzo. Picnic in collina: lei è già perfettamente padrona dell’arte dello spizzico distratto e un po’ schifato, lui rimarrà convinto ancora per anni che mangiare tanto e male sia roba da duri.

Nessuna coppia, a nessuna età, è mai molto meglio di così.

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tori spelling ossessionata

Tori Spelling era Donna Martin (diplomata) in Beverly Hills 90210 (qui: team Brenda) in sola virtù del fatto che i soldi li metteva papà, e voglio vedere se non me la fate lavorare.

Tori Spelling era – anche da giovane – brutta della irrimediabile bruttezza di chi avrebbe tutto a disposizione – l’estetico, il sartoriale, il chirurgico – e comunque non ce la fa.

Tori Spelling, dopo Beverly Hills, ha fatto poco o niente – a un certo punto il papà è pure morto – e poi ha incontrato Dean McDermott, un ragazzotto mezzo canadese di evidentemente sana, instancabile e assai robusta costituzione.

Con Dean McDermott, Tori Spelling ha concepito Liam, nato a marzo del 2007. E Stella, giugno 2008. E Hattie, ottobre 2011. E un bambino nuovo, la cui attesa è stata proclamata l’altro giorno con allegato documento fotografico. Se per l’annuncio hanno aspettato gli scaramantici tre mesi, pertanto, il quarto figlio in cinque anni nascerà all’inizio del prossimo autunno.

Povera cara, deve essere dura mantenere un’indole competitiva in un mondo in cui Angelina Jolie, oltre a essere la più bella della scuola, è anche quella con l’istinto materno più fotogenico. Ma ognuna combatte come può, e Tori Spelling ha deciso di fare il caso clinico.

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consigli all’arrestando

Foto GettyImages

  1. 1. Commettere il reato a mezzogiorno, col sole dei giusti a picco e nessuna foto in ombra;
  2. 2. vestire di jeans, barba lunga e maglioncino, come per un brunch;
  3. 3. farsi accompagnare da un parente anziano, un nipote d’arte e un amico figo;
  4. 4. poter contare su una mimica collaudata di faccette impertinenti;
  5. 5. uscire in tempo per l’aperitivo, cambiare la giacca e organizzare l’aneddotica.

(A parità di nobili intenzioni, Russell Brand non ha speranza alcuna).

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merenda inclusa

[175 anni di tiffany & co.]

adesso mi mancano solo una petite robe di givenchy e il metabolismo di audrey hepburn.

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magari tra vent’anni

Ci sono giorni in cui il mondo dovrebbe chiudere, e la gente poter tornare a casa a piangere.

[era la prima sera dell’ultimo sanremo, l’altro giorno. lucio dalla è arrivato, con la faccia storta di quello che si prende sul serio e ti prende per il culo – o viceversa: non si capiva mai. e io ho pensato che non importava quale mediocre vaccata avrebbe cantato con pierdavidecarone – santo cielo – di lì a poco. non importava niente. quella era una faccia cui avrei voluto bene sempre]

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the greatest pain of all

(Foto LaPresse)

Mi ricordo benissimo il momento in cui ho capito che la vita non è democratica. Come molte illuminazioni della mia prima adolescenza, avvenne guardando Deejay Television (per chi non c’era: il romanzo di formazione di noi ragazze di una certa età è andato in onda per anni, subito dopo pranzo, su Italia1. È così che abbiamo imparato l’inglese, per dire, o ci siamo perdutamente innamorate di Jovanotti nei secoli dei secoli). E insomma era un pomeriggio qualunque, dopo una qualunque mattinata disperante come solo la scuola media, e una tizia con un fiocco in testa cominciò a cantare una canzone allegra.

Prima evidenza dell’antidemocraticità della vita: quella tizia, con quel fiocco in testa, era fighissima. Più di Madonna? Non so: non era neanche lo stesso sport. Madonna ne faceva un manifesto, quella tizia sembrava trovarlo piuttosto divertente. E sì, lo so che in tv è sempre tutto finto, ma in quella tizia divertita col fiocco ho visto – non sarà stata la prima volta, rimane la più memorabile – come funziona quando l’obiettivo principale non è finire nelle fantasie dei maschi in ascolto. Funziona che ti diverti di più.

Seconda evidenza dell’antidemocraticità: la tizia aveva la voce della stessa razza del sorriso. Senza sforzo (apparente), senza un obiettivo dichiarato. Credibile pure con gli orecchini di plastica e l’ombretto pervinca, ché provateci voi a farvi prendere sul serio conciate così, financo nei variopinti anni 80.

Terza evidenza: niente serve. Mai a niente.

Perché quando ieri sono andata a guardarmi lo stesso video – How will I know – mi sono accorta che di quella Whitney Houston tutta colorata conservavo giusto un ricordo impressionista. Per il resto: zigomi gonfi e aria stralunata, nel vivido dettaglio. E la malinconia – minuscola, vagamente aliena – di comporre tutte insieme le facce, le storie, le vergogne. Una sopra l’altra, insieme alla sconcertante rivelazione che quello che a 15 anni ascoltavo sospirosa come fosse la dichiarazione d’amore definitiva – «The ride with you was worth the fall, my friend» – non era che un equivoco struggente: l’amore non ha niente a che vedere col declino. E quella dell’artista dannato è una favola scema: nessun talento è più forte del dolore.

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non tagliare i tuoi capelli mai (team demi)

Tutt'ossa (Foto Getty Images)

Innanzitutto: sia chiaro che – qualunque cosa debba diononvoglia succedere a Demi Moore nelle prossime settimane, ma pure mesi – riterrò Ashton Kutcher direttamente responsabile. È ingiusto, sì. Vedrà di farsene una ragione.

Ma il crollo a picco di quella splendida signora, già titolare di un matrimonio con Bruce Willis perfettamente riuscito (si capisce dal divorzio) e di uno tra i migliori patrimoni genetici in circolazione (non si capisce dalle figlie, no), quel suo ridursi ad argomento di scaricabarile tra paramedici confusi è un affronto imperdonabile.

Alla favola dell’amore che vince su tutto, certo, compresa la differenza di età – anche se le più meschine tra voi staranno pensando «Non poteva durare» (vergogna). Ma soprattutto: all’illusione che il cuore spezzato fosse una malattia infantile, e che – insieme alle rughe sulle ginocchia – una guadagnasse almeno il passo per allontanarsi dal fallimento con decoro.

E invece no. Non importa quanto scorticate siano le suole delle prime Louboutin, davanti a uno stronzo che se ne va ci trasformiamo tutte in Britney Spears. Solo: più vecchie.

Solo: più disperate.

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